La primavera è arrivata: è tempo di far rifiorire i balconi, i terrazzi e i giardini delle nostre case. Ma se a sbocciare fossero…i grattacieli?

Ormai è una moda diffusa tra i più celebri e ambiziosi architetti: come hanno scritto in modo provocativo alcune riviste di settore, sembra quasi impensabile, ormai, progettare un grattacielo senza immaginarlo come un giardino verticale. In effetti sono ormai diversi i grattacieli pensati come oasi nelle metropoli. La realizzazione è spesso molto complessa, anche perché complessa è la cura e la sopravvivenza delle piante ad altitudini più elevate. Però, a livello di rendering, l’effetto wow è assicurato.

Di progetti e di bellissime immagini realizzate coi programmi più sofisticati per l’architettura ce ne sono molti. ACasablanca è stato progettato un parco con tre strutture di grattacieli in cui i balconi hanno già delle reti predisposte per piantare gelsomini o bouganville bianche. Si parla di una fine dei lavori nel 2017, ma gli esperti sono scettici sulla riuscita di un progetto che sarebbe comunque davvero suggestivo. Per non parlare della torre ispirata alla forma del Dna che è stata proposta per la realizzazione a Taiwan.

Uno dei maggiori architetti per questo tipo di progetti è un belga, Vincent Callebaut, che ha ideato, fra i tanti, anche gli Asian Cairns, nella periferia di Hong Kong. I sei grattacieli sono stati pensati come pile di sassi di fiume (quelli dalla caratteristica forma ellittica e piatta) in cui si insinuano alberi e fiori. Sono stati proposti anche dei progetti per Berlino, Parigi e Manhattan, ma alla realizzazione non si è mai arrivati.

Di tutti questi progetti, l’unico a essere già stato realizzato è in Italia, il che ci potrebbe rendere molto fieri almeno per una volta. Si tratta del “Bosco Verticale” dell’architetto Stefano Boeri che ha costruito due edifici gemelli aMilano. Sono due grattacieli con balconi sporgenti da cui appaiono alberi di pesco e ciliegio, ma anche altre piante e fiori. La prima fioritura è arrivata, nonostante non siano stati consegnati ancora tutti gli appartamenti, ma il Bosco Verticale ha già cominciato a essere un’oasi ecologica: microclima garantito dalla vegetazione dei balconi, riserva di ossigeno contro l’aria inquinata della città e sistema di irrigazione delle piante con le acque di scarico degli appartamenti. Chi ha la fortuna di poterci vivere si vedrà garantita non solo una vista mozzafiato, ma anche una qualità della vita auspicabilmente migliore dei condomini vicini.